Posiziono il mio ripetitore in alto, sopra la collina.
le sue radiazioni diffondono nella valle.
guardo meglio,
non è rimasto più nessuno.
in una serra d'acciaio non si può guardare il cielo e il segnale non oltrepassa le pareti.
non riesce a guardare nel mio giardino, oltre il mio giardino.
in un angolo, un unico fiore profumato nascosto da fastidiose felci infestanti.
mi sono assuefatta al suo profumo, per me è ormai diventato nauseabondo..
Vuoi annusare meglio??
E' sparito il segnale.
domenica 22 novembre 2009
domenica 1 novembre 2009
Vuoto d'amore
Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
Alda Merini, da "Vuoto d'amore"
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.
Alda Merini, da "Vuoto d'amore"
mercoledì 14 ottobre 2009
I am mine
Corro in mezzo ai tuoni,
nessuno deve sentire i miei lamenti.
Cammino sotto la pioggia
nessuno deve vedere le lacrime sul mio volto.
Solo tu....non mi vedi e non mi senti
nessuno deve sentire i miei lamenti.
Cammino sotto la pioggia
nessuno deve vedere le lacrime sul mio volto.
Solo tu....non mi vedi e non mi senti
sabato 10 ottobre 2009
Il tuo azzurro
tieni sempre lo sguardo altrove...magari oltre il cerchio di fumo di quella sigaretta e vedrai un azzurro diverso nel quale perderti di nuovo...
giovedì 17 settembre 2009
PALMIPEDONI
Lo sdegno si imprime sul mio volto
e ricorro all'autocensura.
Fingo cinismo
per il resto è tutto da dissimulare.
Un'infinita menzogna che si perpetua con disgustosa ciclicità.
Non sono più ciò che ero
non sarò più ciò che sono.
E i palmipedon? Neppur
CARAMELLE
Non c’è più tempo per decidere prendere quello che ci spetta oppure scegliere chi essere acceleriamo in cerca di nuove sensazioni col naso sporco di bianco come vecchi bambini affamati non puoi resistere e tanto vale farti trascinare parole che non sei in grado di capire e quindi è inutile pensare Destino crudele essere stanchi e cercare l’amore, colore, la giusta importanza ad ogni pulsazione restare a guardare senza poter interagire chi vuole insabbiare per non farmi mai scoprire Chi sono io, cosa ci faccio qui con le tue caramelle rischio di fare indigestione chi sarò io domani burattino o burattinaio nel paradiso che ogni giorno sono costretto ad inventare e tante caramelle servono e non me le posso negare Che strano gusto le tue caramelle mi fanno stare bene finché poi non mi scende e l’angoscia i miei pensieri prende chissà che non sia una regalia per inchiodarci tutti all’ombra di noi stessi curiosi ed annoiati, noi, crepiamo di ricordi Non so se bere la storia che vuoi raccontare non posso star bene in cima alla torre di Babele vorrei sparire così che non possa più offrirmi le tue caramelle indolori Chi sono io cosa ci faccio qui con le tue caramelle rischio di fare indigestione chi sarò io domani burattino o burattinaio nel teatrino che ogni giorno sono costretto ad inscenare e troppe caramelle servono e non me le posso negare chi sono io, chi sono io, chi sono io, cosa ci faccio qui chi sono io...
domenica 30 agosto 2009
La Sorgente
Hai ragione. Non si deve cercare la tranquillità.
La tentazione di lasciarsi avvolgere da una spessa e calda coperta e sprofondarvi, riuscendo a malapena a percepire suoni ovattati e colori sbiaditi dal mondo, là fuori.
Tendere l'orecchio per udire il richiamo della vita alla vita, alle sue dirette emanazioni: i sentimenti.
Poni il suo seme in profondità, dove scorre vera acqua di sorgente.
Quell'acqua che si è fatta strada tra le rocce perdendo i detriti e acquistando gli elementi che sono il nutrimento per la terra.
Scavare a fondo, ancora più a fondo.
Non vi è nient'altro che un rigagnolo...
Scavare anche a mani nude se necessario.
Laverai il sangue da quelle ferite..
La tentazione di lasciarsi avvolgere da una spessa e calda coperta e sprofondarvi, riuscendo a malapena a percepire suoni ovattati e colori sbiaditi dal mondo, là fuori.
Tendere l'orecchio per udire il richiamo della vita alla vita, alle sue dirette emanazioni: i sentimenti.
Poni il suo seme in profondità, dove scorre vera acqua di sorgente.
Quell'acqua che si è fatta strada tra le rocce perdendo i detriti e acquistando gli elementi che sono il nutrimento per la terra.
Scavare a fondo, ancora più a fondo.
Non vi è nient'altro che un rigagnolo...
Scavare anche a mani nude se necessario.
Laverai il sangue da quelle ferite..
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